Otturazioni bianche





OTTURAZIONI E RICOSTRUZIONI

Il principale problema dell’odontoiatria ricostruttiva è quello di trovare un materiale che risponda in maniera adeguata alle esigenze estetiche dei denti frontali e funzionali dei denti posteriori (sollecitati dalle forze masticatorie). Negli anni 50 è stata messa a punto la resina acrilica per uso dentale, con indubbi vantaggi estetici rispetto alle ricostruzioni metalliche. Purtroppo questo prodotto aveva una durata limitata, soffriva di precoci discolorazioni e favoriva la formazione di carie secondarie. Negli anni 60 e 70 il materiale è stato perfezionato, ottenendo: migliore stabilità dei colori, maggiore resistenza all’abrasione e minore variabilità dimensionale durante l’applicazione. Le resine composite più moderne sono costituite da una matrice e da un riempitivo (particelle rigide che aumentano la resistenza).

PREPARAZIONE DELLA CAVITA’. Esistono delle carie di dimensioni molto piccole che non necessitano dell’utilizzo di anestesia e dei trapani; si tratta, frequentemente, di cavità sul fondo della superficie masticante dei molari (denti posteriori). In questi casi si procede ripulendo le piccole cavità con l’uso di polveri abrasive miste ad acqua e il riempimento delle stesse con sottilissimo strato di resina liquida.

sigillatura molare 

il risultato è comparabile alle tecniche definite di “sigillatura dei solchi”, tecniche di prevenzione applicate sui molari dei bambini, per offrire maggiore resistenza alla carie. Quando sono presenti carie più estese, la preparazione del dente deve essere preceduta dall’anestesia. Per i pazienti ansiosi, si effettua una pre-anestesia con un anestetico liquido che “addormenta” la gengiva superficiale, rendendo indolore la puntura dell’ago. L’anestesia serve per rendere insensibile il dente, permettendo al paziente di avvertire solo una sensazione di pressione.

anestetici 

 Dalla cavità va eliminata la dentina cariata e rammollita, e la stessa va sagomata con frese montate sul trapano, fino ad ottenere una forma adatta all’applicazione del materiale di ricostruzione.

 frese preparazione cavità

Il metodo di micro-ancoraggio tra la resina e la superficie del dente si ottiene creando porosità sulla superficie grazie ad un meccanismo chiamato “mordenzatura”. Si utilizza acido orto-fosforico che crea porosità aprendo l’ingresso ai microscopici tubuli della dentina.

 isolamento dente mordenzatura ingrandimento superficie mordenzata

La resina composita si applica sulla cavità preparata in strati successivi. L’indurimento dei singoli strati si ottiene con una lampada fotopolimerizzante. Quando la cavità è completamente riempita si pratica una modellazione della superficie con frese ad abrasività ridotta.

 lampada fotopolimerizzatrice  strumenti per modellazione

Questa tecnica sigillante minimizza le infiltrazioni al margine della ricostruzione, e previene carie secondarie e colorazioni periferiche. Le prime settimane dopo l’applicazione, il dente può soffrire di ipersensibilità, ma generalmente questa si affievolisce e sparisce in breve tempo. Per motivi estetici si possono sostituire le vecchie otturazioni in amalgama d’argento con le resine composite bianche. La rimozione deve essere fatta gradatamente, per evitare di liberare quantità elevate di mercurio contenuto nella lega metallica. Sostituendo una ricostruzione alla volta, il mercurio rilasciato, anche se inalato o ingerito è minimo e non nocivo.

 sostituzione amalgame

Le otturazioni in resina composita hanno un ottimo aspetto e una buona resistenza all’usura, ma la loro integrità non dura mediamente più di 3-4 anni. Dopo tale lasso di tempo il pericolo di micro-infiltrazioni fra ricostruzione e dente diventa elevato e se ne consiglia la sostituzione. Le regole di buona manutenzione delle otturazioni in resina sono:

 coloranti

 chewing-gum

 onicofagia









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Pubblicato su: 2010-01-01 (1499 letture)

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