Disodontiasi 3° molare





DISODONTIASI del TERZO MOLARE

Il molare del giudizio spesso non trova spazio sufficiente per posizionarsi dietro gli altri molari. Per motivi filogenetici infatti, i mascellari dell’essere umano si sono modificati nel corso dei millenni e questo dente non riesce sempre a crescere in maniera corretta, ma rimane “incastrato” dietro il molare che lo precede. Questa “inclusione” può essere profonda  (inclusione ossea), o più superficiale (inclusione mucosa).

 schema denti inclusi

I molari del giudizio vanno controllati precocemente sin dai quattordici anni, con un analisi della radiografia panoramica (ortopantomografia), per accertarne preventivamente la posizione non corretta. Quando questo dente è in posizione anomala, va facilmente incontro ad un’infiammazione del tessuto che lo circonda (gengiva), dolore e difficoltà di apertura della bocca e della masticazione.

RX disodontiasi terzi molari 

Questo quadro clinico prende il nome di disodontiasi del terzo molare. La remissione dei sintomi è possibile con un trattamento antibiotico e analgesico, ma la recidiva è frequente. Se l’infezione non regredisce il quadro clinico diventa più grave con:

Il terzo molare malposizionato può inoltre causare danni al dente che lo precede.

schema disodontiasi terzi molari 

Le manifestazioni acute della disodontiasi possono verificarsi saltuariamente ma generalmente progrediscono, diventando sempre più frequenti. L’estrazione di questi elementi è la soluzione ideale e i problemi post-chirurgici sono minimi se l’operazione viene eseguita prima dei 20 anni d’età (quando le radici non sono completamente formate). La difficoltà nell’estrazione del terzo molare dipende dalla profondità dell’inclusione del dente e dalla forma delle sue radici.

 vassoio chirurgia estrattiva molare estratto

L’intervento va eseguito con il supporto di una terapia farmacologica pre e post operatoria e con l’ausilio dell’anestesia loco-regionale; i pazienti più ansiosi possono avvalersi anche della sedazione pre-operatoria farmacologica o con protossido d’azoto. I casi più complessi vengono risolti meglio da uno specialista in chirurgia orale e/o in ambito ospedaliero.

Prescrizioni post estrattive. Nelle ore successive all’intervento è bene applicare la borsa del ghiaccio ed evitare cibi caldi e solidi; nei giorni successivi bisogna evitare attività fisiche pesanti che favoriscono il sanguinamento; dopo due giorni talvolta si forma un gonfiore e un livido intorno alla zona operata e si possono verificare piccole perdite di sangue. Il dolore è generalmente lieve e agevolmente controllato con l’adatta prescrizione farmacologica. Il fumo e l’assunzione di alcool sono associati a maggiore difficoltà di guarigione dei tessuti, devono dunque essere evitati.

cavadenti









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Pubblicato su: 2010-01-01 (6877 letture)

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