Test e terapia antibiotica





TESTS DIAGNOSTICI

Diagnosi tradizionale clinica

La diagnosi di malattia parodontale si esegue esclusivamente tramite l’analisi clinica di gengive e parodonto di ogni singolo dente (sondaggi, indici di placca batterica e di sanguinamento), e tramite la comparazione di questi dati con l’aspetto dell’osso visibile nelle radiografie.

Test genetici

Da molti anni è noto che per sviluppare una parodontite profonda bisogna essere geneticamente predisposti. Molti studi scientifici hanno evidenziato la caratteristica di “familiarità” tipica di questa patologia. Più del 35% della popolazione è portatrice di questa predisposizione e rischia di sviluppare la malattia anche in presenza di agenti causali in quantità moderate. Un buon 65% della popolazione invece, nonostante eventuale placca batterica in grande quantità sviluppa solamente  patologie superficiali come la gengivite. 

test salivare 

Esistono dei test salivari il cui prelievo può essere eseguito facilmente nell’ambulatorio odontoiatrico, in grado di evidenziare questa propensione alla malattia; spesso è superfluo eseguirlo perché è sufficiente conoscere la presenza della malattia nei parenti più prossimi (genitori e fratelli) per comprendere di essere dei pazienti “a rischio”.

Test microbiologici

E’ possibile analizzare la placca batterica presente nelle tasche parodontali infette. L’analisi viene eseguita per le specie batteriche più frequentemente responsabili dei vari tipi di infezione: Porphiromonas gingivalis e Prevotella intermidia nella parodontite cronica dell’adulto; Actinobacillus Actinomicetemcomitans nelle due sottospecie di aggressività differente nella parodontite aggressiva (giovanile); e diverse altre. 

porphyromonas gingivalis 

Il prelievo di placca viene effettuato con un piccolo cono di carta inserito nella tasca parodontale per 15 secondi, in grado di assorbire i batteri presenti. Il prelievo immerso in un liquido di mantenimento viene analizzato in laboratorio e i risultati possono essere ottenuti in pochi giorni. Si tratta di un test aggiuntivo di valore quasi esclusivamente conoscitivo perché, essendo i batteri all’esterno dell’organismo, una terapia antibiotica mirata  non riesce a raggiungerli in maniera efficace, se non in casi molto specifici.

Terapia antibiotica nella parodontite batterica dell’adulto

I batteri responsabili di questo tipo di patologia (piorrea) si trovano all’interno della tasca, a ridosso della radice del dente, e vengono scarsamente influenzati da terapie farmacologiche che riescono solo a lambirne gli strati più superficiali. Risulta ampiamente attestato dagli studi scientifici che la terapia meccanica (rimozione fisica dei batteri stessi) è l’unica che permette di conseguire la guarigione dei siti colpiti.

Terapia antibiotica nella parodontite aggressiva (giovanile)

Questa patologia può colpire dall’età adolescenziale ed è caratterizzata dalla presenza della sottospecie più aggressiva di un unica specie batterica, l’Actinobacillus Actinomicetemcomitans, che è in grado di addentrarsi nei primi strati del tessuto gengivale antistante la tasca. L’età del paziente, il tipo di dente colpito (incisivi e primi molari), e l’aspetto clinico delle gengive sono sufficienti a diagnosticare la malattia; la terapia meccanica è la principale risorsa per la guarigione anche in questo caso. La terapia antibiotica mirata all’eliminazione di quel batterio specifico è un aiuto alla terapia classica.

placca batterica

Terapia antibiotica nella parodontite refrattaria e/o recidivante

La parodontite refrattaria è quella che risponde in maniera parziale e insufficiente alla terapia meccanica, mentre la recidivante interessa i pazienti che peggiorano rapidamente a breve distanza dalla guarigione. Entrambe queste patologie sono abbastanza rare e sono dovute a componenti batteriche molto complesse a cui si sovrappongono spesso batteri piogeni (che producono pus),  responsabili di aggravamenti repentini. In questi casi risulta utile un bombardamento farmacologico, prodotto da diversi antibiotici combinati  (per esempio ciprofloxacina + metronidazolo), somministrati in quantità moderate per periodi prolungati (anche tre settimane). Unitamente a questa cura vengono effettuati sciacqui delle tasche parodontali a base di acqua ossigenata e clorexidina. Terminata la somministrazione di antimicrobici si effettua la terapia meccanica classica.









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Pubblicato su: 2009-12-12 (4411 letture)

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