Pianificazione caso





PIANIFICAZIONE DEL CASO IMPLANTARE

L’inserimento degli impianti nell’osso (e la loro successiva protesizzazione), va accuratamente pianificato. Bisogna disporre di una radiografia panoramica dei mascellari (ortopantomografia), che risulta sufficiente nei casi più semplici (impianto singolo su osso sano e abbondante). 

panoramica x ray  

E’ necessario quindi disporre di una TAC dentale che permette di valutare l’altezza e lo spessore dell’osso con precisione, lungo tutta l’arcata dentale. 

promax 3d 

Lo spessore, la lunghezza e la precisa collocazione degli impianti viene stabilita in questa fase; durante la progettazione viene anche costruita una mascherina chirurgica forata, in materiale plastico. Tale “dima chirurgica” verrà applicata nella bocca del paziente indicando al dentista implantologo, precisamente, il punto d’inserzione di ogni singolo impianto (fori calibrati della dima). 

 dima 

Se nella bocca sono presenti denti colpiti da malattia parodontale (Piorrea) questi devono assolutamente essere curati prima della chirurgia implantare. Infatti la presenza dell’infezione batterica parodontale, durante l’intervento di implantologia e nel periodo di guarigione successivo, potrebbe facilmente infettare la ferita chirurgica e l’osso circostante agli impianti, causandone la caduta e il conseguente fallimento dell’operazione. 

edentulia soggetto parodontopatico 

Se dall’analisi delle radiografie, l’osso risulta insufficiente in altezza e spessore per l’inserimento ideale degli impianti, bisogna prevedere di aumentare il volume dell’osso con l’utilizzo di innesti. 

 atrofia mandibolare 

Gli innesti ossei possono essere fatti contemporaneamente all’intervento implantare o in precedenza ad esso. Nei casi più frequenti si utilizza osso autologo (osso del paziente stesso) prelevato in zone limitrofe a quelle dove l’impianto viene inserito.

Esistono anche materiali sostitutivi di derivazione sintetica utili per il riempimento di difetti ossei meno importanti.

Questo osso in granuli (autologo o sintetico) viene ricoperto dalla gengiva con o senza l’applicazione di membrane protettive. 

osso sintetico 

In queste zone le cellule ossee ingloberanno e formeranno un corpo osseo unico con il materiale innestato, con un processo che durerà 4-6 mesi. In questi casi è comprensibile che per applicare una protesi sull’impianto sarà necessario aspettare i tempi di maturazione dell’osso.

C’è una tecnica di innesto osseo del mascellare superiore che prende il nome di rialzo del seno mascellare. 

 anatomia sinuslift  

Si tratta di una tecnica da pianificare quando l’altezza dell’osso in corrispondenza dei premolari superiori è insufficiente perché gli impianti inseriti “sbucherebbero” all’interno della cavità nasale chiamata seno mascellare. In questo caso l’innesto di osso autologo o sintetico, viene posizionato all’interno della cavità del seno mascellare ma al di sotto della membrana mucosa che riveste questa cavità.

Il tempo di guarigione dell’osso in questi casi è di 6-8 mesi e gli impianti possono comunque essere inseriti contestualmente all’innesto. 

  rx sinuslift          sinuslift impianto rx 

Altro fattore fondamentale nella pianificazione del caso è la capacità del paziente di mantenere una corretta igiene orale per garantire una buona guarigione della ferita chirurgica e un’indisturbata integrazione nell’osso degli impianti senza infezioni batteriche.

Il fumo e alcune malattie dismetaboliche come il diabete sono una controindicazione perché comporta un andamento della guarigione rallentato e meno efficiente.









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Pubblicato su: 2009-11-25 (996 letture)

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